Argentina, progetto di notifica sull’etichettatura degli allergeni nel cibo e nelle bevande

Elisabetta Romeo -

L’Argentina ha notificato all’Organizzazione Mondiale del Commercio (World Trade Organization – WTO) il 17 Giugno le modifiche intervenute nel codice argentino del consumo riguardo l’etichettatura dei prodotti contenenti degli allergeni conosciuti e menzionati nel Codex nonché eventuali avvertenze per i prodotti che possono produrre delle contaminazioni incrociate

Queste disposizioni sono applicabili tanto ai prodotti importati che ai prodotti nazionali. Nella relazione dei motivi di questa riforma, l’Argentina ricorda che il tasso di prevalenza delle allergie è di 1 a 4% nella popolazione adulta e 8% nei bambini, con una tendenza all’aumento a livello mondiale della gravità delle allergie.

Riguarda i seguenti prodotti :

  • Il latte e i prodotti derivati, fatta eccezione per il siero utilizzato per la distillazione dell’alcool ;
  • Il pesce e i prodotti derivati fatta eccezione per la gelatina di pesce utilizzata per chiarificare il vino ;
  • Le uova e i prodotti derivati ;
  • Grano, segale, orzo, avena e i prodotti derivati, fatta eccezione per lo sciroppo di glucosio a base di grano, includendo il destrosio, la maltodestrina a base di grano, lo sciroppo di glucosio a base di grano ;
  • Frutta secca e prodotti derivati, fatta eccezione per la frutta utilizzata per essere distillata ;
  • Biossido di zolfo e solfiti presenti in concentrazione uguale o superiore a 10 ppm.

Il CEEV ha preparato una relazione in cui richiede all’Argentina di adottare un approccio simile a quello utilizzato dall’Unione Europea: prevedere un' avvertenza sugli allergeni solo se i residui nel prodotto finito non siano rilevati usando i metodi internazionali dell’OIV sulla quantificazione dei residui potenzialmente allergenici dei chiarificanti. Il CEEV contatterà la segreteria dell’OIV, i membri OIV dell’Argentina e Bodegas de Argentina riguardo a questo dossier.

La normativa argentina prevede l’obbligo di scrivere «contiene» seguito dalla sostanza allergenica e di recare la dicitura «puo’ contenere» per i prodotti elaborati secondo i buoni metodi di fabbricazione ogniqualvolta le sostanze allergeniche sono utilizzate nella produzione.