Enoturismo equiparato all'agriturismo ai fini fiscali

Con la legge di bilancio 2018 (commi 502, 503, 504, 505) è arrivato il via libera alla disciplina dell’enoturismo, ovvero tutte quelle attività di conoscenza e di promozione del vino da realizzare direttamente nei luoghi di produzione, per esercitare le quali sarà sufficiente la presentazione della SCIA al comune di competenza.

Secondo la legge di bilancio, a tali attività saranno applicate le disposizioni fiscali agevolate contenute nella legge sull’agriturismo, la numero 413 del 1991, art. 5.

In altre parole enoturismo e agriturismo saranno fiscalmente equiparati.

Il regime forfettario dell’imposta sul valore aggiunto sarà applicato solo per i produttori agricoli che effettuano la propria attività nell'ambito di un'azienda agricola (articoli 295 e seguenti della direttiva 2006/112/CE del Consiglio, del 28 novembre 2006).

L'attività di enoturismo viene definita come

- l'insieme delle attività di conoscenza del vino espletate nel luogo di produzione

- le visite nei luoghi di coltura, di produzione e di esposizione degli strumenti utili alla coltivazione della vite,

- la degustazione e la commercializzazione delle produzioni vinicole aziendali, anche in abbinamento ad alimenti,

- le iniziative a carattere didattico e ricreativo nell'ambito delle cantine.

Con successivo decreto saranno emanate le linee guida e gli indirizzi in merito ai requisiti e agli standard minimi di qualità per l'esercizio dell'attività enoturistica.