La Commissione europea ha presentato una proposta di modifica del regime dei diritti di accisa sulle bevande alcoliche

Elisabetta ROMEO-VAREILLE -

La Commissione europea ha proposto il 25 maggio una riforma delle norme relative all’accisa sull’alcol nell’UE nell’intento di creare delle condizioni più favorevoli ai piccoli produttori di alcol e a una migliore tutela della salute dei consumatori.

La Commissione europea ha proposto il 25 maggio una riforma delle norme relative all’accisa sull’alcol nell’UE nell’intento di creare delle condizioni più favorevoli ai piccoli produttori di alcol e a una migliore tutela della salute dei consumatori.

Il Commissario europeo per gli Affari economici e finanziari, la fiscalità e le dogane, Pierre Moscovici, ha dichiarato: “Le norme comuni dell'UE relative alle strutture delle accise sull'alcol e sulle bevande alcoliche sono in vigore da più di 25 anni e hanno urgente bisogno di essere aggiornate per poter tenere il passo con le sfide e le opportunità poste dalle nuove tecnologie e dall'evoluzione degli scambi, tutelando nel contempo la salute pubblica. Invito gli Stati membri a procedere in modo rapido e deciso con questo riesame.


Le principali modifiche proposte vertono sui punti seguenti:


- Sviluppare un sistema di certificazione uniforme, riconoscibile in tutti i paesi dell’UE, a conferma dello status dei piccoli produttori indipendenti in tutta l’Unione europea. Questo sistema permetterà di ridurre i costi amministrativi e di conformità per i piccoli produttori che, a determinate condizioni, dovrebbero beneficiare di aliquote di accisa ridotte;


- L’aumento a 3,5 % in volume (dal 2,8 % attuale) della soglia per la birra a bassa gradazione alcolica che può beneficiare di aliquote ridotte, al fine di stimolare i produttori a essere innovativi e a creare nuovi prodotti. Ciò dovrebbe incoraggiare ii consumatori a scegliere bevande alcoliche con una gradazione alcolica inferiore rispetto a quelle normali, riducendo così l’assunzione di alcol.


Le proposte odierne comprendono anche misure generali sulle norme relative alle accise al fine di eliminare gli ostacoli per le PMI, consentendo loro di utilizzare sistemi informatici moderni e rimuovendo l'obbligo esistente di impiegare rappresentanti fiscali. Attualmente gli Stati membri possono esigere che i venditori a distanza di prodotti sottoposti ad accisa impieghino rappresentanti fiscali, il che può rendere il commercio legittimo finanziariamente insostenibile.


Le proposte legislative saranno ora trasmesse al Parlamento europeo e al Comitato economico e sociale europeo per consultazione e al Consiglio per adozione.


E’ opportuno ricordare che, trattandosi di fiscalità, le decisioni nel Consiglio sono prese all’unanimità. Inoltre, tenendo conto della durata restante dei mandati in corso del Parlamento europeo e della Commissione, esistono scarse probabilità che la proposta si evolva in tempi brevi.